
J. Edgar è il titolo noioso dell’ultimo noioso film di Clint Eastwood uscito da poco nelle sale italiane e interpretato da Leonardo di Caprio.
Il film racconta l’ascesa e il declino di J.E. Hoover (come l’aspirapolvere!) l’uomo che per 48 anni diresse l’ FBI tra molte contraddizioni e accuse, un uomo potente , amato e odiato dal grande pubblico che visse una sofferta omosessualità mai dichiarata.
Ed è proprio la mancanza di una libera espressione del proprio amore verso il socio e collega Clyde Toson (Armie Hammer… come il SUV!) che avrebbe determinato il pugno forte di Hoover nel gestire il potere e la crociata che lo ha spinto a cercare il marcio su chiunque gli capitasse a tiro. La storia vuole infatti ,che una madre troppo presente e autorevole, imponesse al giovane Edgar un codice comportamentale che gli avrebbe negato di poter esprimere l’amore che provava.
Crescendo Edgar diventa un infelice, un uomo che non avrebbe mai potuto vivere la vita che avrebbe voluto e realizzare la felicità che il popolo americano tanto sogna. Sapeva cosa fare a chiunque, scoprendo come erano le loro vite, al contrario, tutta la sua vita era condivisa tra lui, Helen Gandy (sua segretaria di fiducia interpretata da Naomi Watts) e Clyde Toson.

Il film non analizza troppo i fatti pubblici succulenti e intriganti della vita di Edgar, quali i sospetti di cospirazione dietro l’assassinio del Presidente Kennedy o le indagini illecite su personaggi illustri dell’epoca come Charlie CHaplin… Si sofferma invece sulla vita privata di un uomo costretto ad una prigionia professionale e relazionale che lo poretrà a nascondersi dietro una popolarità esteriore cercando di colmare una tristezza interiore.
Progetto romantico, ma sostanzialmente noioso che risente di due grandi errori inaccettabili per una regista in gamba come Eastwood:
- Il TRUCCO scenico di Caprio invecchiato è tutto sommato molto credibile, l’ultima scena del film mostra anche il torso nudo di un ultrasettantenne realizzato alla perfezione , ma Armie Hammer invecchiato sembra uscito da un film horror di serie B anni 30!
- Il DOPPIAGGIO è una grossa pecca di questo film, almeno nella versione italiana. Il doppiatore storico di Di Caprio, Pezzulli, ha di per sè una voce troppo fresca e giovanile perchè sia credibile nell’età anziana del personaggio, tanto più che il povero doppiatore prova a rimediare impostando un vocione ridicolo, da recita scolastica.
La regia è tipicamente Eastwoodiana: asciutta, pulita, con una grande attenzione ai dettagli e alla rievocazione storica di atmosfere, costumi etc… Di Caprio offre una performance eccellente annullandosi completamente nel personaggio, il resto del cast è solo un contorno.
Il film risente di una certa lunghezza e di un ritmo troppo lento che può portare a non appassionarsi alla vicenda che rimane troppo legata alla vita privata di un protagonista che peraltro ne ha vissuta una molto limitata e repressa.
Voto: 5
Consigliato a : chi pensa che Eastwood non sbaglia un film!
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